C’è un principio che ritorna sempre, quando parliamo di GDPR. È poco citato, spesso dato per scontato. Eppure è il cuore di tutto.
Accountability – responsabilizzazione.
Non basta “essere in regola”. Devi poterlo dimostrare.
Oggi ti parliamo di un caso concreto che lo mette in evidenza. E ci riguarda più di quanto pensiamo.
E tu?
Hai una fotografia chiara e aggiornata dei trattamenti effettuati nella tua organizzazione?
- Usi tecnologie di AI? Hai valutato i rischi?
- Ti affidi a fornitori esterni? Hai documentato le verifiche?
- Informative, tempi di conservazione, modalità di pseudonimizzazione: tutto è tracciato e coerente?
L’accountability non si improvvisa. E non si recupera dopo.
Conseguenze
In questo caso, la mancanza di trasparenza, l’ambiguità sugli scopi e l’assenza di verifiche concrete hanno portato:
- a una sanzione di € 21.000;
- all’obbligo di adeguamento entro 30 giorni;
- alla conferma della violazione dei dati di almeno 98 pazienti.
Quindi:
Accountability significa poter dimostrare, in ogni momento, che le scelte fatte nel trattamento dei dati sono consapevoli, lecite, proporzionate, e documentate.
Solo così si è conformi al GDPR.
Vuoi capire come costruire una vera cultura dell’accountability nella tua azienda?
Ne parliamo ogni settimana nella newsletter Privacy in azienda. Con casi reali, linguaggio chiaro e approccio pratico.
La privacy non è solo adempimento.
È cultura. È fiducia. È consapevolezza.
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