Quando la sicurezza sembra un eccessoâŚÂ
C’è una domanda che ritorna spesso, sottovoce, nelle aziende.
Una domanda che a volte si cela dietro un sospiro, una battuta tra colleghi, o una mail non letta fino in fondo:
âMa tutte queste misure di sicurezza sono davvero necessarie?Â
Password complesse⌠minimo 12 caratteri, numeri e segni speciali, lettere maiuscole e minuscole, cambiate almeno ogni 6 mesi. Implementazione di autenticazione multifattoriale (MFA) per tutti gli account di posta e sistemi cloud⌠autenticazione a due fattori, codici via SMS, verifica da app.
Implementazione dei sistemi di sicurezza, ISO e certificazioni varie.
⌠ogni giorno, in azienda, richiediamo sforzi tecnici e organizzativi per proteggere i dati.
Spesso ci si chiede:Â non stiamo esagerando?
Diciamolo: le misure di sicurezza vengono spesso percepite come ostacoli.
Qualcosa che rallenta il lavoro, che complica, che ânon serve davveroâ.
Spoiler: no!
Vediamo insieme un caso reale per capire che no, non stiamo affatto esagerando, leggi IL CASO.
Quando la sicurezza si âdĂ per scontataâ
Molti associano la sicurezza informatica a virus, intrusioni o software complessi.
Ma spesso, le falle nascono dentro le mura aziendali, da routine poco controllate:
- un file condiviso senza filtro,
- un accesso lasciato aperto âper praticitĂ â,
- una password semplice usata da anni.
⌠da una cultura della sicurezza assente o sottovalutata.
Eppure, in un contesto lavorativo digitalizzato, ogni clic può fare la differenza.
La verità è che non basta un firewall per proteggere i dati aziendali.
Serve una strategia. Una visione. Una cultura.
E sĂŹ, servono anche:
- Password robuste (almeno 12 caratteri, numeri, simboli)
- Cambi periodici (almeno ogni 6 mesi)
- MFA (autenticazione multifattoriale) per tutti gli account critici
- Controllo costante dei permessi di accesso
La questione privacy: chi vede cosa, e perchĂŠ
Nel caso di cui parliamo oggi, la domanda giusta non è âchi ha sbagliato?â,
ma:
đ Chi gestisce oggi i permessi di accesso nella tua azienda?
đ Quando è stata fatta lâultima revisione degli accessi alle cartelle condivise?
đ Hai una mappatura aggiornata dei dati trattati e dei soggetti che vi accedono?
đ Hai previsto procedure per intercettare configurazioni errate o anomalie comportamentali?
Il GDPR è chiaro: i dati personali vanno trattati solo se necessario e da chi ne ha titolo.
Non bastano buone intenzioni. Serve:
- un sistema di gestione degli accessi,
- tracciabilitĂ ,
- revisione periodica delle autorizzazioni,
- formazione continua.
In assenza di risposte chiare e documentate, il rischio non è solo tecnico, ma giuridico:
đviolazione dei principi ex art. 5 GDPR
đobbligo di notifica al Garante ex art. 33
đobbligo di comunicazione agli interessati ex art. 34
đresponsabilitĂ contrattuale e reputazionale
E allora: servono davvero tutte queste password?
SĂŹ. Ma non solo.
Servono visione, cultura, procedure, consapevolezza.
Serve smettere di pensare che la protezione dei dati sia âcosa da tecniciâ.
La sicurezza non è un vincolo. Eâ un ecosistema fatto di persone, processi, tecnologie e cultura.
Eâ una responsabilitĂ diffusa.
E ogni scelta, anche quella apparentemente piĂš semplice â come lâimpostazione di una password o lâaccesso a una cartella â ha un impatto sulla protezione della nostra identitĂ , dei nostri clienti, del nostro lavoro.
La differenza la fa la consapevolezza
Investire in sicurezza significa proteggere relazioni, reputazione, know-how, competitività .
Non basta âessere a normaâ.
Serve pensare in modo strategico e orientarsi a una compliance viva, che cresce con lâorganizzazione.
PerchÊ la sicurezza è fatta anche di gesti minimi, ma significativi:
come la scelta di una password complessa.
Come dire no a un accesso generalizzato.
Come fermarsi a chiedere: âQuesto dato, davvero mi serve?â
PerchĂŠ la sicurezza non è una barriera. Ă unâopportunitĂ .
Unâoccasione per prenderci cura dei dati che ci sono affidati. Per costruire un ambiente di lavoro piĂš consapevole.
Per evitare errori silenziosi, ma costosi.
E per cambiare la narrazione: la privacy non è burocrazia.
Ă cultura. Ă rispetto. Ă fiducia.
Crediamo che il primo passo sia iniziare a parlarne con esempi reali, parole comprensibili, strumenti pratici.
Per questo, se vuoi portare consapevolezza in azienda â senza tecnicismi, ma con efficacia â possiamo lavorarci insieme.
đŹContattaci info@competencelab.it
La sicurezza è una scelta quotidiana. Meglio farla bene.